domenica 21 febbraio 2010

Verso il Convegno... 12. In conclusione: l'alfabeto e la grammatica:

Il XVI Convegno Nazionale Giscel è alle porte. Se guardiamo ai numeri non si può certo definire frequentato questo blog che ha accompagnato al Convegno, tuttavia sappiamo che, anche se non sono intervenuti, molti vi si sono affacciati. Ci piacerebbe, quindi, ricevere delle opinioni generali intorno alla qualità e alla quantità dei materiali che qui sono stati inseriti.
Per concludere le nostre pubblicazioni abbiamo pensato di proporre due letture che in qualche modo riprendono, per chiudere il cerchio, lo spirito del Prologo con cui è iniziato il blog. Saranno quindi due letture “non didattiche”, che tuttavia mostrano come l’alfabeto e la grammatica siano temi presenti, ricorrenti in molti discorsi, in molti generi e settori del sapere, anche al di fuori dello specifico ambiente scolastico.
Si tratta in primo luogo di una parabola ebraica, che dobbiamo ad Anna Maria Curci, a cui va un ringraziamento di cuore per la sua attenta presenza qui; il secondo testo è una pagina leggera, a tratti divertente, di un romanzo di successo.
Buona lettura, quindi, e... aspettiamo i vostri pareri.

lunedì 8 febbraio 2010

Verso il Convegno... 11. Apprendere l'italiano: alcune prospettive, qualche problema e qualche riproposizione generale

Il materiale che pubblichiamo in questi giorni è un articolo di Daniela Bertocchi già apparso in Scuola e città online 1.2006. Ve lo offriamo come bussola per la navigazione futura. Lo sguardo ampio sulle problematiche della lingua e dell’insegnamento dell’italiano, l’interrogarsi metodico, la proposizione di punti fermi delimitano l’attuale contesto, mare all’interno del quale deve saper navigare l’ insegnante di lingua italiana.
Sappiamo da numerose segnalazioni che molti di voi scaricano il materiale che accompagna al convegno, ci piacerebbe che qualcuno intervenisse e ci dicesse che cosa pensa di questo archivio sulla riflessione linguistica che si va formando.

martedì 26 gennaio 2010

Invito alla discussione per i soci Giscel

Un documento sulla situazione della scuola?
Aderisco all’invito di Maria Pia ad aprire una discussione che possa portare a redigere un documento Giscel sulla situazione della scuola sotto l’attuale governo (se tale può dirsi).
Cerco di ricostruire le rapide fasi che hanno preceduto questa discussione, anche se confesso di non avere conservato memoria di tutto.
Il 22 gennaio Maria Pia diffonde un documento che ha ricevuto dall’AIIG (Assoc. italiana Insegnanti di Geografia) che chiede di opporsi “al rischio di scomparsa della Geografia dai percorsi formativi dei futuri licei” (da 3 a 2 ore nel biennio - da condividere con Storia); domanda pareri su un’adesione della nostra associazione. In giornata arrivano almeno quattro o cinque proposte di adesione. Io scrivo (dapprima a Maria Pia, poi a tutto l’indirizzario, visto il numero delle adesioni) obiettando che “credo che un contenimento degli orari complessivi sia opportuno e che non sia necessario che tutti studino tutto a tutti i livelli”. A quel punto interviene Cristina sostenendo “che il problema della scuola e del suo smantellamento vada ben oltre la questione della diminuzione della presenza della geografia. Stanno tagliando tutte le ore, comprese quelle di italiano, diminuiscono le stesse ore di inglese, la seconda lingua straniera c'è per finta o non c'è... Quello su cui il Giscel dovrebbe prendere posizione è proprio il disegno complessivo”. Alberto aderisce all’idea: “Serve un documento complessivo, articolato per punti, in cui elencare crudamente le tessere di questo mosaico della politica di smantellamento”. Infine Maria Pia riprende l’idea (che io avevo affacciato, con un sarcasmo di troppo sulla scarsa frequentazione del nostro blog) di aprire una discussione per vedere se è possibile arrivare a un testo condiviso prima dell’assemblea del 5 marzo.
Ci proviamo?
Adriano

Qualche opinione (in ordine sparso), per cominciare
Una riduzione degli orari complessivi è più che opportuna nella scuola secondaria di 2° grado (e anche di 1° grado, se parliamo di ore frontali). Non sembra che avere orari tra i più lunghi del mondo in un anno scolastico tra i più lunghi del mondo abbia prodotto buoni effetti.
Ma se si riducono le ore lasciando tutto il resto invariato, si produrranno certamente danni. Una strada sarebbe aumentare le possibilità di opzione, vedere alcuni insegnamenti in successione, invece che in contemporanea. Una geografia conclusa alla scuola media (a 14 anni; ma ci pensate che in molti paesi a 16 finisce la secondaria?) sarebbe un esempio. L’idea avanzata da anni dal LEND, che due lingue straniere si studiano in successione, non in contemporanea, sarebbe un altro. Un terzo esempio: non si introdurrà mai la musica se si immagina di aggiungerla all’esistente; ma non potrebbe alternarsi con le arti visive, o a volte scegliersi l’una o le altre?
Le cose si imparano e poi si usano; decidere che debbano essere studiate da tutti per tutti gli anni vuol dire riconoscere a priori che non saranno imparate.
Voi li volevate tenere fermi alla ricerca della perfezione. Una perfezione che è assurda perché il ragazzo sente le stesse cose fino alla noia e intanto cresce. (Lettera a una prof. p. 17)
So che ci sono ben altri problemi e non sono capace di farne nemmeno l’elenco. Butto lì alcune cose su cui bisognerebbe pronunciarsi:
- la politica verso i bambini “stranieri”, che sarebbe ora di chiamare i “nuovi italiani” (credo che sia fatta soprattutto di proclami propagandistici, ma anche quelli hanno effetti gravi);
- il “maestro unico” (nei fatti, spezzatini di ore nelle classi), la abolizione? deformazione? del tempo pieno;
- le altre sparate propagandistiche sul voto in condotta, il ritorno alla serietà, i grembiulini ecc.;
- la negazione di ogni autonomia alle scuole, in ciascuno degli atti di governo, metodicamente.
Il mio auspicio è che su queste cose, e sull’insieme, riusciamo a dire non solo quello che condanniamo, ma soprattutto quello che vogliamo. Un cahier des doléances servirebbe a poco.
A.

lunedì 25 gennaio 2010

Verso il Convegno... 10. Per un insegnamento "ragionevole" e per un apprendimento "stabile" della grammatica

Il Convegno si sta avvicinando a grandi passi…ma abbiamo ancora il tempo di proporvi qualche materiale di estremo interesse. Fondamentale per l’insegnante che vuole agire in modo consapevole e non limitarsi a ripetere e riproporre. In questa settimana inseriremo tre materiali di Daniela Bertocchi.
Il primo è una presentazione in Ppt nella quale Daniela sintetizza un percorso di formazione-aggiornamento che può aiutare il singolo docente a ‘mettere ordine’ concettuale e didattico, esplorando le idee di grammatica ed i modelli grammaticali nel proprio insegnamento, e a renderlo ‘ragionevole’ anche nella prospettiva di un curricolo verticale.

Viene accluso a questo materiale un questionario, messo a punto per un altro contesto, ma che può diventare lo strumento per una sorta di ‘ esame di coscienza’ o – se volete più laicamente - per interrogarsi e mettere a fuoco la propria situazione relativamente all’insegnamento della grammatica della lingua italiana. Una buona pratica che invitiamo a realizzare per prepararsi al convegno con spirito rinnovato e mente aperta!

domenica 10 gennaio 2010

Verso il Convegno... 9. Laboratorio Grammatica-Grammatiche

Dopo la pausa delle vacanze riprendiamo le pubblicazioni e vi proponiamo un percorso di formazione per insegnanti in cui, in ottica plurilingue, si intrecciano in maniera efficace la riflessione sulla lingua e l’interpretazione letteraria e stilistica.
Questo lavoro del GISCEL Sardegna ci offre idee e spunti perché la riflessione grammaticale plurilingue, un campo ancora tutto da “scoprire”, possa entrare a far parte della pratica didattica.
Si tratta di una lettura non breve, ma la trattazione è condotta con chiarezza e consequenzialità: è proprio un dono di cui essere grati alle colleghe sarde che l’hanno formalizzata per noi!

mercoledì 16 dicembre 2009

Verso il Convegno... 8. Perché fare grammatica in una classe di lingua?

È un articolo, questo di Maria Pia Lo Duca, che getta una luce chiara sul perché sia importante “fare grammatica” a scuola. Il lavoro mentale di chi sta imparando una lingua, sia essa materna o seconda o straniera, è fatto anche di applicazione di regole: la riflessione sulla lingua in classe può e deve rendere consapevole l’allievo di queste regole mediante un metodo attivo basato sulla scoperta. In maniera illuminante l’autrice mostra l'effetto positivo che la coscienza dei fatti linguistici ha sull'apprendimento delle lingue.
Ma è possibile e utile fare sistematicamente grammatica attiva in classe? Maria Pia Lo Duca ha una sua risposta convincente e, pur mettendo sul tappeto alcune questioni ancora non risolte, dà preziose indicazioni di metodo per l’insegnante.

martedì 1 dicembre 2009

Verso il Convegno... 7. Analizzare la frase con la grammatica valenziale

Ci sembra giunto il momento di proporre un percorso didattico di riflessione sulla lingua. Un articolo di Maria Pia Lo Duca, qui pubblicato, fa da sfondo, assieme ad altri importanti riferimenti teorici, al modello di descrizione della frase semplice e complessa che vi proponiamo. Essendo stato sperimentato a scuola e messo a punto in diversi anni d’insegnamento, il modello viene presentato in tutte le sue fasi, accompagnando il lettore quasi per mano nel passaggio dalla teoria alla pratica didattica, mediante la simulazione di momenti concreti in classe.
Sarebbero molto interessanti commenti e confronti con altre buone pratiche didattiche.